VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO NEUROPSICOMOTORIO E TRATTAMENTO PSICOMOTORIO

DALLA DIAGNOSI PRECOCE ALLA RIABILITAZIONE EVOLUTIVA NEUROPSICOMOTORIA

La valutazione neuropsicomotoria permette attraverso differenti strumenti di osservare lo sviluppo neuropsicomotorio del bambino, ovvero le competenze da lui acquisite fino a quel momento e di poter identificare potenziali rischi di ritardo dello sviluppo per il futuro del bambino o la presenza effettiva di un ritardo dello stesso. In questi casi, è utile intraprendere un percorso abilitativo/riabilitativo attraverso differenti strumenti e modalità riabilitative.

Vi sono due elementi importanti da considerare:

1.   I risultati sono tanto migliori quanto più precoce è l'intervento terapeutico

2. Esistono delle situazioni di rischio per un futuro sviluppo neuropsicomotorio inadeguato o patologico, che pertanto vanno valutate subito:

  • parto prematuro (entro la 38 esima settimana di gestazione)

  • parto gemellare, parto con bambino di basso peso, inferiore ai 1500 gr

  • mamma con diabete o gestori

  • forcipe, ventosa, bambino podalico, parto cesario

  • APGAR inferiore a 3 al primo minuto e inferiore a 7 al quinto minuto

  • neonati con crisi convulsive

  • ittero neonatale grave

  • crisi ipocalcemiche o ipoglicemiche con segni neurologici

  • liquido amniotico tinto

  • neonati con infezioni in atto

Una delle condizioni fondamentali per ottenere risultati, oltre alla qualità della terapia, è la frequente applicazione, per un tempo adeguato per seduta: per rendere possibile tale modalità di intervento è indispensabile la collaborazione positiva dei famigliari.

QUALITA'-COSTANZA- FREQUENZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine “PSICOMOTORIO” si riferisce al periodo della vita del bambino, che va dagli 0 agli 8 anni, in cui mente e corpo agiscono in maniera integrata e inscindibile: questo è il periodo psicomotorio per eccellenza in cui agire è pensare e pensare è agire. Il percorso naturale che il bambino compie in questa fascia d’età va, dunque, dal corpo al pensiero.

La PRATICA PSICOMOTORIA si preoccupa di accogliere e sostenere questa modalità originale e globale del bambino di confrontarsi e relazionarsi con sè stesso e con il mondo che lo circonda, accompagnandolo nel suo percorso di maturazione e crescita.

Il corpo costituisce, in origine, la fonte unica di costruzione del pensiero, quindi la Pratica Psicomotoria diventa l’attività privilegiata per stimolare questo processo di strutturazione, perché partendo da un’esperienza corporea profonda mira a condurre il bambino ad un livello più cognitivo e mentale del vissuto.

VALUTAZIONE  e TRATTAMENTO PSICOMOTORIO: IN QUALI CASI?

- Situazioni "a rischio", come quelle precedentemente elencate: in questo caso è fondamentale la valutazione precoce, fin dai primi giorni di vita del bambino

- Difficoltà nell'acquisizione delle competenze posturali e motorie (posizione prona, rotolamento, gattonamento, posizione seduta, verticalizzazione fino alla stazione eretta)

- Difficoltà di autoregolazione: passaggi repentini dallo stato di veglia tranquilla al pianto, difficoltà di consolazione, pianti frequenti e inconsolabili, difficoltà nell'addormentamento, continui risvegli notturni, agitazione psicomotoria

- Difficoltà comunicative, sia di comunicazione non verbale che verbale, sia di comprensione che di produzione

Difficoltà relazionali e di interazione sociale, difficoltà nell'aggancio visivo, gioco povero e ripetitivo, gioco solitario

- patologie già conosciute: paralisi cerebrali infantili, patologie genetiche, sindromi, disabilità intellettiva, sindrome dello spettro autistico, disturbi dell'attenzione e della regolazione...

 

EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE

Attraverso la valutazione posturale è possibile analizzare in modo dettagliato la propria postura con l'intento di andare ad individuare quegli atteggiamenti e quelle posizioni poco funzionali che il nostro corpo si è abituato ad utilizzare.  Anche nei bambini, nei ragazzi e negli adolescenti si possono riscontrare problematiche di tipo posturale, come

 

- scoliosi 

- ipercifosi

- alterazioni dell'appoggio plantare (es: piede piatto, piede cavo)

- scarsa consapevolezza corporea

- difficoltà nella coordinazione e nell'equilibrio, nell'orientamento spazio-temporale, nella capacità di adattare le proprie azioni all'ambiente circostante.

 

In questi casi è utile una rieducazione posturale e corporea, volta a migliorare la consapevolezza del proprio corpo, attraverso un approccio dall'analitico al globale, dalle varie componenti che lo costituiscono all'integrazione delle stesse all'interno dell'unità corporea, che poi si relaziona e agisce nell'ambiente.

 

 

TRATTAMENTO OSTEOPATICO PEDIATRICO