OSTEOPATIA PEDIATRICA 

L'età pediatrica è sicuramente un periodo delicato: il neonato, il bambino e il ragazzo poi devono continuamente adattarsi all'ambiente esterno e ai cambiamenti del proprio corpo, che si sviluppa e cresce in tutte le sue aree, neurologica, motoria, cognitiva, psico-affettiva, relazionale. 

Può succedere per vari motivi che questa capacità di adattamento ai cambiamenti possa non essere sempre efficace, poiché messo in crisi da alcuni problemi funzionali: difficoltà nell’alimentazione sin dall’allattamento, difficoltà digestive o coliche, problemi legati al sonno, otiti ricorrenti, sinusiti, plagiocefalie e asimmetrie cranio cervicali, asimmetrie posturali, difficoltà di concentrazione, difficoltà del linguaggio, cefalea e emicrania, e molto altro.

In questi casi l'osteopatia può essere di aiuto per cercare di ristabilire l'integrità funzionale e gli equilibri strutturali del corpo e quindi la sua capacità adattiva. Riuscire a riportare il bambino in uno 

stato di benessere e di salute significa dargli gli strumenti necessari per affrontare con efficacia tutte le tappe dello sviluppo neuropsicomotorio. 

Molti bambini possono beneficiare di un trattamento osteopatico ogni volta che viene messo in crisi il suo stato di salute e ogni volta che deve affrontare cambiamenti importanti che alterano la capacità di adattamento.

VALUTAZIONE DELLO SVILUPPO NEUROPSICOMOTORIO E TRATTAMENTO CON METODO FSC

DALLA DIAGNOSI PRECOCE ALLA RIABILITAZIONE EVOLUTIVA NEUROPSICOMOTORIA

Il metodo FSC è un metodo di valutazione dello sviluppo neuropsicomotorio del bambino, ovvero delle competenze da lui acquisite fino a quel momento, ed è anche un metodo di trattamento nel caso in cui emerga un ritardo dello sviluppo o un rischio evolutivo per il suo futuro, attraverso esercizi di educazione, rieducazione e riabilitazione.

Vi sono due elementi importanti da considerare:

1. I risultati sono tanto migliori quanto più precoce è l'intervento terapeutico

2. Esistono delle situazioni di rischio per un futuro sviluppo neuropsicomotorio inadeguato o patologico, che pertanto vanno valutate e trattate con il metodo da subito:

  • parto prematuro (entro la 38 esima settimana di gestazione)

  • parto gemellare, parto con bambino di basso peso, inferiore ai 1500 gr

  • mamma con diabete o gestori

  • forcipe, ventosa, bambino podalico, parto cesario

  • APGAR inferiore a 3 al primo minuto e inferiore a 7 al quinto minuto

  • neonati con crisi convulsive

  • ittero neonatale grave

  • crisi ipocalcemiche o ipoglicemiche con segni neurologici

  • liquido amniotico tinto

  • neonati con infezioni in atto

Le modalità terapeutiche sono elaborate in schemi e modalità efficaci e contemporaneamente facili ed idonei per essere applicate anche da i non addetti al lavoro, come possono essere i famigliari, anche se sotto la direzione e responsabilità degli specialisti.

Una delle condizioni fondamentali per ottenere risultati , oltre alla qualità della terapia, è la frequente applicazione, intesa come almeno 4 sedute al giorno per un tempo adeguato per seduta (venti minuti massimo). Per rendere possibile tale modalità di intervento è indispensabile la collaborazione positiva dei famigliari.

QUALITA'-COSTANZA- FREQUENZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GINNASTICA POSTURALE E CORRETTIVA

Attraverso la valutazione posturale è possibile analizzare in modo dettagliato la propria postura con l'intento di andare ad individuare quegli atteggiamenti e quelle posizioni poco funzionali che il nostro corpo si è abituato ad utilizzare.  Anche nei bambini e nei ragazzi si possono riscontrare problematiche di tipo posturale, come la scoliosi, l'ipercifosi, le alterazioni dell'appoggio plantare, la scarsa consapevolezza corporea, la difficoltà nella coordinazione e nell'equilibrio, nell'orientamento spazio-temporale, nella capacità di adattare le proprie azioni all'ambiente circostante.

 

In questi casi è utile una rieducazione posturale e corporea, volta a migliorare la consapevolezza del proprio corpo, attraverso un approccio dall'analitico al globale, dalle varie componenti che lo costituiscono all'integrazione delle stesse all'interno dell'unità corporea, che poi si relaziona e agisce nell'ambiente.

Il nostro lavoro in questo caso è supportato anche da un'altra figura professionale, ovvero l'ortopedico pediatrico, che è presente presso lo studio ogni due mesi per effettuare le visite e i controlli ortopedici.

EDUCAZIONE PSICOMOTORIA 

Il termine “PSICOMOTORIO” si riferisce al periodo della vita del bambino, che va dagli 0 agli 8 anni, in cui mente e corpo agiscono in maniera integrata e inscindibile: questo è il periodo psicomotorio per eccellenza in cui agire è pensare e pensare è agire. Il percorso naturale che il bambino compie in questa fascia d’età va, dunque, dal corpo al pensiero.

La PRATICA PSICOMOTORIA si preoccupa di accogliere e sostenere questa modalità originale e globale del bambino di confrontarsi e relazionarsi con sè stesso e con il mondo che lo circonda, accompagnandolo nel suo percorso di maturazione e crescita.

L’obiettivo della proposta psicomotoria non è di sviluppare competenze motorie specializzate, ma di stimolare la crescita, il cambiamento e lo sviluppo del bambino come soggetto attivo (cioè artefice) della sua esperienza.

Il corpo costituisce, in origine, la fonte unica di costruzione del pensiero, quindi la Pratica Psicomotoria diventa l’attività privilegiata per stimolare questo processo di strutturazione, perché partendo da un’esperienza corporea profonda mira a condurre il bambino ad un livello più cognitivo e mentale del vissuto.

 

L’attività prevede:

  • Un momento iniziale di accoglienza in cui il gruppo si ritrova, si ricordano le regole (poche) per poter giocare insieme e i nomi dei bambini presenti e assenti (per un primo riconoscimento come soggetto e come gruppo); durante questo momento è possibile cominciare a pensare o a proporre il gioco che si vorrebbe fare successivamente, magari ricordando quello che è accaduto l’incontro precedente.

  • Un lungo momento di gioco corporeo 

  • Un momento conclusivo in cui il gruppo di bambini si ritrova e si possono raccontare i giochi che si sono sviluppati durante l’incontro, per poi salutarsi e darsi l’appuntamento per la settimana successiva.

 

Il lavoro inoltre intende svilupparsi lungo due direttrici: lo sviluppo delle abilità psico-relazionali di base, la realizzazione di contesti normativi condivisi e rispettati. 

  • Acquisire capacità di analisi ed espressione dei propri e degli altrui stati emotivi

  • Riconoscere la differenza tra emozioni provate (sempre legittime) e comportamenti derivanti (valutabili e autovalutabili) 

  • Acquisire una maggiore apertura e sensibilità nei confronti degli altri e della realtà circostante (non esisto solo io ma anche gli altri, compagni e adulti di riferimento) capacità di analisi ed espressione dei propri e degli altrui stati emotivi 

  • Sviluppare una visione più ampia del proprio punto di vista 

  • Sviluppare una minima consapevolezza che non si cresce singolarmente: la propria identità si costruisce all’interno di una rete di relazioni significative ( ho bisogno degli altri per crescere) 

  • Sviluppare una conoscenza più accurata dell’ambiente e dei materiali, che richiedono rispetto e salvaguardia 

  • Imparare a rispettare i tempi e le regole delle attività proposte.